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COME COMPORTARSI COI PEDONI CHE ATTRAVERSANO LA STRADA

COME COMPORTARSI COI PEDONI CHE ATTRAVERSANO LA STRADA

A volte non basta rispettare i limiti di velocità per evitare i pedoni, specie quelli più distratti. È vero: ogni persona che cammina a piedi deve guardare attentamente la strada prima di attraversarla e deve comunque farlo solo sulle strisce pedonali (a meno che queste non siano presenti o siano più lontane di 100 metri). Ciò non toglie che l’automobilista deve prefigurarsi la possibilità che qualcuno, poco rispettoso delle regole di prudenza, si pianti sul più bello in mezzo alla via divenendo un ostacolo impossibile da evitare all’ultimo secondo. Ecco perché la legge impone di agire in anticipo, ponendosi nella condizione di non dover ricorrere a manovre di emergenza.

In termini pratici però non è facile stabilire come comportarsi coi pedoni che attraversano la strada. A fornire una mini guida ci prova una recente sentenza della Cassazione [1].

La pronuncia della Corte è interessante perché fissa le regole da tenere in considerazione per poter, nel malaugurato caso di investimento, andare esenti da qualsiasi responsabilità penale e risarcitoria.

Indice

  • 1 Se vado piano e investo un pedone chi ha colpa?
  • 2 Quali sono gli obblighi che il conducente deve rispettare per non investire i pedoni?
  • 3 Cosa sarebbe successo se…
  • 4 Comportamento dei conducenti nei confronti dei pedoni
  • Comportamento dei pedoni e concorso di colpa

    Se vado piano e investo un pedone chi ha colpa?

    In caso di investimento di un pedone, la colpa è in generale dell’automobilista a meno che questi dimostri che la presenza dell’uomo in mezzo alla strada era impossibile da prevedere e da evitare anche usando la massima prudenza. Il caso tipico è quello di chi attraversa su una strada a rapida percorrenza, in piena notte, in una zona poco illuminata e magari proprio in prossimità di una galleria.

    Laddove invece la presenza di pedoni sia prevedibile bisogna rallentare opportunamente in modo da evitare eventuali ostacoli improvvisi. Pensa a un tratto di strada in prossimità di una scuola o di una fermata dell’autobus proprio mentre il mezzo pubblico è fermo e non consente di vedere se qualcuno sta per attraversare.

    In caso di investimento del pedone, quindi, l’automobilista non si libera dalla responsabilità dimostrando di aver semplicemente rispettato i limiti di velocità.

    Quali sono gli obblighi che il conducente deve rispettare per non investire i pedoni?

    La Cassazione spiega che, in tema di circolazione stradale, sono essenzialmente tre gli obblighi che gli automobilisti devono rispettare per evitare di poter essere poi accusati di responsabilità per l’investimento del pedone. Eccoli qui di seguito elencati.

    Guardare bene la strada

    Innanzitutto il conducente deve sempre ispezionare la strada. Non può mai distrarsi. Se dovesse risultare che l’investimento è avvenuto per un attimo di distrazione – ad esempio per raccogliere un oggetto caduto dal sedile o per visionare il cellulare – la responsabilità dell’automobilista sarebbe scontata.

    Mantenere il controllo del veicolo

    Il conducente deve mantenere una velocità al di sotto dei limiti, tenendo anche conto delle condizioni concrete della strada e dell’asfalto che potrebbero imporre di rallentare ulteriormente. Pensa ad esempio ad una zona del centro abitato, in un giorno di forte pioggia o di scarsa visibilità o in prossimità di una curva o di una strada in dissesto: sarà il conducente a dover moderare l’andatura in relazione alla situazione particolare.

    Prevedere tutte le situazioni di pericolo

    È comune esperienza che la gente attraversi la strada velocemente in prossimità della fermata del pullman o del tram o che, vicino alle scuole, i bambini corrano velocemente. Il conducente deve quindi poter prevedere tutte le situazioni di abituale pericolo in modo da non costituire intralcio per gli altri utenti della strada.

    Cosa sarebbe successo se…

    Un motociclista veniva condannato penalmente per aver travolto tre anziani mentre attraversavano la strada nonostante il divieto di transito pedonale. Il centauro veniva accusato di non aver tenuto una condotta di guida idonea a prevenire la situazione di pericolo seppur derivante dal comportamento scorretto, ma prevedibile, dei pedoni. Questi ultimi infatti potevano essere visti ed evitati, se il conducente fosse stato più attento e prudente. È proprio questo il metro di giudizio che si deve usare per stabilire l’eventuale responsabilità del responsabile dell’investimento: «cosa sarebbe successo se…» questi fosse stato più prudente?

    Comportamento dei conducenti nei confronti dei pedoni

    La Suprema Corte ricorda che esiste un apposito articolo del codice della strada che disciplina la condotta da serbare nei confronti dei pedoni, e segnatamente di quelli anziani.

    Il dovere di attenzione del conducente teso all’avvistamento del pedone, si sostanzia in tre obblighi comportamentali: ispezionare la strada; conservare il controllo costante del veicolo in relazione alle condizioni della strada e del traffico; prevedere tutte le situazioni di comune esperienza, in modo da non costituire pericolo o intralcio per gli altri utenti. Si tratta di obblighi comportamentali da osservare anche per la prevenzione di eventuali comportamenti irregolari altrui, nello specifico, nei confronti dei pedoni.

    Ne deriva che il conducente può andare esente da responsabilità, non tanto perché risulti accertato un comportamento colposo del pedone, ma in quanto la condotta del pedone configuri una causa eccezionale, atipica, non prevista, né prevedibile, in ordine alla quale il conducente si sia trovato, per motivi estranei a ogni suo obbligo di diligenza, nell’oggettiva impossibilità di avvistarlo e di osservarne i movimenti, attuati in modo rapido, inatteso e imprevedibile.

    Comportamento dei pedoni e concorso di colpa

    Con un’ulteriore e interessante sentenza [2] la Cassazione ha chiarito quando si può parlare di concorso di colpa del pedone investito.

    In questo caso la Corte lo ammette espressamente: esiste una presunzione di colpa al 100% in capo al conducente. Solo una prova contraria può servire a dare ingresso a un’eventuale corresponsabilità del danneggiato. Questa responsabilità chiaramente va valutata attentamente e in concreto.

    È stato più volte chiarito dalla Suprema Corte che in tema di responsabilità civile derivante da sinistro stradale, stante la presunzione del 100% di colpa in capo al conducente del veicolo, per la valutazione e quantificazione di un concorso del pedone investito è necessario accertare, in concreto, la sua percentuale di colpa e ridurre così progressivamente quella presunta a carico del conducente stesso. Ed inoltre, proseguono gli Ermellini che la presenza di un veicolo fermo sulla sede stradale impone ai conducenti di moderare la velocità ed avere un comportamento prudente.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

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